The Avant-guarde of Mars

BLAZE su IL MUCCHIO

VANDEMARS                                                                              

BLAZE

Ultraviolet Blossom

Pur non avendo alle spalle un’etichetta, i Vandemars hanno voluto puntare forte su loro stessi, assicurandosi la (co)produzione artistica – nonché l’aiuto agli arrangiamenti e, qua e là, qualche strumento e linea canora – di Paolo Benvegnù: chiaro, dunque, il desiderio di perfezionamento sul piano formale, rispetto a quell’A Noisy Melody (2007) che non sappiamo se considerare l’effettivo esordio oppure una sorta di prova generale. Se questo era l’intento, non esistono dubbi che esso sia stato conseguito: lo dimostrano dodici episodi in inglese che, fra esplosioni di energia e momenti di relativa quiete, sposano ruvidezze e melodie, il tutto calato in un sound che rimanda palesemente ai tardi anni 90 anche per via della (notevole) voce – tra PJ Harvey e Skin – di Silvia Serrotti. Un bel passo in avanti, insomma, per il quintetto della provincia senese, che si spera non sarà troppo penalizzato dall’evidenza di certi riferimenti e dal suo collocarsi in un’area stilistica piuttosto decentrata da quelle che oggi riscuotono maggiori consenso nel giro rock cosiddetto alternativo.

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