The Avant-guarde of Mars

BLAZE su LET LOVE GROW!

Quando arriva in redazione un disco con la premessa che è una produzione artistica di Paolo Benvegnù e che il gruppo in questione è vincitore dell’Italia Wave 2010 come migliore band toscana, beh diciamo che ci si aspetta un gran disco. I Vandemars, il quale nome letteralmente vuol dire L’Avanguardia Di Marte (non sforzatevi a capire il significato, non c’è!),  non hanno deluso le aspettative ed hanno invece proposto davvero un grande album.
Un disco che mostra sin da subito il sound frizzante e dinamico della band. Le sonorità alternative rock  si trasformano in pezzi malinconici e si arricchiscono con una quantità innumerevole di strumenti (come tastiere, sax e chitarre acustiche). La qualità principale della band è semplicemente questa: una capacità incredibile di variare atmosfere anche all’interno di un solo brano. L’ascoltatore può così immergersi in una bella vastità di melodie e rimanerne completamente estasiato. Uno schiaffo in faccia a quelle band che propongono, invece, per una decina di tracce sempre lo stesso sound, magari non cambiando nemmeno la tonalità della voce.

«Taste my little poison! Taste it! Tell me how it is! Listen! The noise is my sound now, it’s a shout in my cage!» È cosi che parte questo piccolo gioiellino che è Blaze. Mostra sin da subito il proprio sound potente con My Cage; affronta invece il tema della monotonia in Always The Same (Cause your blablabla is always the same. Your blablabla it’s a fuckin’ shame!). A Circle For Me è la perfetta rappresentazione della grande abilità della band; irrompe la malinconia della tastiera, la batteria potente e decisa mostra una parte ritmica di tutto rispetto. C’è la chitarra acustica di Paolo Benvegnù e nel finale un assolo di sax. Si uniscono tutte le melodie possibili creando un vortice musicale incredibilmente bello. Naked Pure è invece la dimostrazione della dinamicità dei Vandemars; l’inizio malinconico (This is my lullaby to you, this is my heart broken in two) troverà modo di trasformarsi in una rabbia assoluta (I’m freakin’ out! I’m freakin’ out!!) nella quale la voce di Silvia Serrotti risulta davvero impeccabile. It’s Mine It’s Yours lascia invece spazio all’acustica finchè la batteria sovrasta totalmente il resto; un pezzo dall’attitudine rock. Victim, infine, è un pezzo acustico che gode dell’accompagnamento vocale di Paolo Benvegnù, il piccolo gioiellino dell’album.

Insomma, i Vandemars con questo album diventano sicuramente una delle realtà più interessanti del mondo alternativo italiano. La voce femminile, che tra l’altro ultimamente è davvero molto diffusa (vediamo ad esempio The Casanovas oppure gli Heike Has The Giggles, che però hanno un approccio molto più pop), dà un tocco elegante ed unico al disco. Un album che, comunque, rappresenta una grande evoluzione per questa band toscana di cui sicuramente sentiremo parlare. Un grande applauso per loro. (7)

Autore del testo: Alessandro Caiazzo

Fonte: http://www.letlovegrow.it/?p=2411

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