The Avant-guarde of Mars

BLAZE su SHIVER Webzine


VANDEMARS- BLAZE (2011-ULTRAVIOLET BLOSSOM)


A volte basta davvero poco per rinvigorire un progetto musicale già in piedi da diversi anni, tra difficoltà, cambi di formazione, ripensamenti e tanta voglia di emergere. Ai Vandemars è bastato incontrare Paolo Benvegnù. Di certo una cosa del genere non capita svoltando un angolo a caso della propria città, se non si ha il talento necessario per farsi apprezzare e le giuste motivazioni per coinvolgere un personaggio del suo calibro nel proprio progetto. Da questa collaborazione nasce Blaze, primo vero album della band senese (in attività dal 2005), che negli ultimi anni ha saputo far bella mostra di sé, vincendo tra l’altro la selezione toscana dell’Italia Wave nel 2010.
Diversi brani del lavoro sono stati recuperati dalla precedente pubblicazione A Noisy Melody (del 2007), e così svestiti e rivestiti secondo una diversa inquadratura stilistica, laddove l’indole hard rock degli esordi si scontra-incontra con una nuova ricerca sonora più intimista e sperimentale, evidente conseguenza della collaborazione. E dunque, se le chitarre ruvide e i ritmi incalzanti di “Always the same”, “It’s mine it’s yours”, “Come out” fanno pensare agli Skunk Anansie, l’acustica “Victim” dimostra come un brano possa acquisire più efficacia e profondità anche se spogliato completamente della sezione ritmica. Del resto, è la voce in molti casi a fare la differenza e i Vandemars non fanno mistero di questo, puntando sulle qualità della singer Silvia Serrotti. Dotata di un timbro non unico ma molto interessante, sa cogliere l’essenza di ogni brano conciliandosi perfettamente con le diverse atmosfere dell’album: intensa quanto Skin, sensuale (“My cage”), spigliata (“Send it”) o delicata come in “Naked & Pure”. Un gradino sopra gli altri l’eccentrica “A circle for me”, capace di rapire già al primo ascolto per la sua convincente linea vocale, inghiottita a metà del brano (per poi riemergere nel finale) da una sorprendente spirale di suoni-rumori, in un crescendo ritmico ossessivo scandito dalla batteria.
L’unica ombra di Blaze è dovuta al fatto che si tratta per la maggior parte di brani già editi, questo a discapito della coerenza compositiva e dell’idea artistica di fondo. Nel corso di tre, quattro anni l’ispirazione e le sensazioni di certo cambiano. Resta, comunque, un lavoro ampiamente apprezzabile, soprattutto per la cura degli arrangiamenti e per la qualità di registrazione. Dopo una simile esperienza, la band non può che uscire ancora più forte e più sicura dei propri mezzi. Ci sarà da scommettere.

S. de Traumnovelle

Fonte: http://www.shiverwebzine.com/2011/08/13/vandemars-%E2%80%93-blaze-2011-ultraviolet-blossom/

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