The Avant-guarde of Mars

Intervista ai VANDEMARS e PAOLO BENVEGNÙ su ARSENALE54

I Vandemars sono un gruppo emergente che nasce nel monte Amiata e macina concerti in giro per l’Italia, specialmente in Toscana e dintorni. Attualmente stanno promuovendo Blaze, il secondo lavoro sulla lunga distanza dato alle stampe da pochi mesi, che sta entusiasmando fan e critica. Per l’occasione abbiamo sentito Silvia Serrotti, cantante (originaria di Sorano) e deus ex machina della band, che a Colline Oggi confida: “Blaze è scaturito da 5 anime diverse ma sempre più coscienti di voler confluire in una sola, quella dei Vandemars. Suoniamo con la voglia di portare la nostra musica ovunque ci siano orecchie disposte ad ascoltare. L’attenzione ricevuta finora è stata una piacevole sorpresa, dato che il nostro è un progetto totalmente autoprodotto”. Nel 2010 i Vandemars sono approdati a Italia Wave, uno dei festival rock più quotati e importanti della Penisola; certamente un passaggio importante e al contempo un’ottima vetrina per farsi conoscere. Continua Silvia: “La nostra attività live prosegue, ma con difficoltà dato che siamo sprovvisti di una vera e propria agenzia di booking (nel nostro caso in completa autogestione). La maggior parte dei musicisti in Italia sta vivendo un momento davvero poco felice. C’è una mancanza che definirei ‘cronica’ sia di locali adatti ad ospitare musica live, sia di ‘apertura’ da parte dei gestori, che spesso preferiscono investire in cover band e dj set. In questo momento credo siano davvero pochi i musicisti che hanno lo spazio di cui necessitano o che meriterebbero; e credo che la scelta di restare totalmente indipendenti comporti ulteriori sforzi per ottenere l’attenzione degli addetti ai lavori. La collaborazione con Paolo Benvegnù (produttore artistico di Blaze insieme a Stefano Bechini, ndr) è stata molto importante per la crescita dei Vandemars, ha saputo smussare angoli che non riuscivamo a vedere e potenziato capacità che aspettavano solo di uscire fuori e farsi sentire. E’ stato un vero e proprio processo maieutico. Un parto. Paolo era lì e ci ha trasmesso la serenità necessaria per affrontarlo”. Alla nostra domanda ‘con quali altri artisti vi piacerebbe collaborare in futuro’ Silvia ci risponde: Rimanendo in terra natia, sicuramente i Virginiana Miller, che stimiamo molto e dai quali potremmo imparare davvero tanto, a livello professionale e soprattutto umano. I Virginiana sono, a parer nostro, l’esempio perfetto di cosa vuol dire far parte di un gruppo, dentro e fuori dal palco. 
L’altro ‘desiderio nel cassetto’ dei Vandemars sarebbe realizzare una collaborazione con la grandiosa Nada.
Jori Cherubini

luglio 2011

PAOLO BENVEGNU’
Dopo aver smesso i panni di leader degli Scisma, negli anni ’90, Paolo Benvegnù ha iniziato una importante carriera solista, dando alle stampe tre album a suo nome negli ultimi due lustri: tutti accolti in modo più che benevolo da stampa specializzata e fan. Nella sua strada ha incrociato i Vandemars ed è stato amore a prima vista. Ecco le impressioni che abbiamo raccolto durante una telefonata mattutina di metà luglio.

Perché hai deciso di produrre (artisticamente) un disco come “Blaze” e cosa pensi dei Vandemars?

Erano molti anni che non rimanevo folgorato da un gruppo, veramente. Purtroppo, non potendo investire energie economiche, ho potuto soltanto dargli una mano a livello musicale. “Blaze” lo sento molto vicino, molto affine, anche se non è mio, ma si tratta di un grandissimo disco.

Conosci la zona del monte Amiata, di Abbadia San Salvatore o di paesi come Pitigliano e Sorano. Cosa ne pensi?

Sono posti bellissimi, incantevoli, davvero. Ogni volta che salgo sul monte Amiata rimango incantato, è una zona che meriterebbe più attenzione.

“Hermann” ha ricevuto consensi di pubblico e critica, sei diventato un punto di riferimento per molte band nostrane. Cosa consiglieresti a un gruppo che intende fare della musica un vero e proprio lavoro. E’ un’utopia?

La musica è una passione e in questo momento storico è molto difficile riuscire a guadagnarsi da vivere. Personalmente cerco di mantenermi sobrio, con un tenore di vita basso. In generale sono importanti le intuizioni ed è fondamentale l’amore che si mette nella musica, quindi anche i tormenti e la sincerità con cui si esprimono.

Jori Cherubini

luglio 2011

Fonte: http://arsenale54.wordpress.com/2011/08/30/intervista-ai-vandemars-e-paolo-benvgnu/

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