The Avant-guarde of Mars

I VANDEMARS ARRIVANO ALL’HARD ROCK CAFÉ DI FIRENZE CON IL LORO “BLAZE”

Giovedì 15 Settembre 2011
Hard Rock Cafe
Firenze (FI) – Piazza della Repubblica

L’avanguardia di Marte vi porterà via. Presso l’ex Cinema Gambrinus la band toscana presenta “Blaze” il suo secondo ed ultimo lavoro, che vede la produzione artistica di Paolo Benvegnù e Stefano Bechini. You’d better not stay still in your cage like a stone!

Chissà se ai ventenni di oggi piacciono i Vandemars. Decido di chiamare in causa questa generazione perché necessito di un intro e qualcuno per l’appunto ha scritto che il loro suono ricorda il rock degli Anni Novanta. A quel tempo, quando uscivano dischi come Stoosh degli Skunk Anansie (1996), quando Shirley Manson cantava “Queer”, “Milk” e “Stupid Girl” (1995), la sottoscritta aveva un po’ meno di vent’anni e come molti poco meno (o poco più) che ventenni, dischi così se li andava a ballare al Cencio’s di Prato (che adesso ha chiuso i battenti) o alla Flog di Firenze. Che cosa ballano – saltano – cantano invece i ventenni di oggi? Non me ne vogliano, ma a me personalmente, fatta qualche rara eccezione, la voglia di ballare – saltare – cantare, m’è passata da un pezzo, anzi, molto spesso ai “concerti che contano” mi viene sonno… Eppure avrei ancora voglia di cantare – saltare – ballare… Bello il rock degli Anni ’90, MI MANCA, e a voi? Quello britannico e americano ovviamente, quello emiliano, piemontese e lombardo anche. Negli ANNI NOVANTA (volutamente maiuscolo perché pare sia trascorso mezzo secolo ormai) c’erano gli Smashing Pumpkins, i Soundgarden, i R.E.M. e David Grohl (che orfano di Cobain in quattro e quattr’otto mise su tipo i Foo Fighters); gli Skunk Anansie, i Blur, i Garbage, gli Oasis, i Suede e i Placebo… E in Italia? In Italia c’era il Consorzio Suonatori Indipendenti, c’erano (ci sono ancora) i Marlene Kuntz e gli Afterhours, tali Verdena con le labbra ancora impiastricciate di latte (Luca Ferrari non era neanche maggiorenne) oppure gli Scisma di Paolo Benvegnù. Quando si sciolsero gli Scisma, Paolo Benvegnù aveva più o meno 35 anni, quando li aveva fondati invece ne aveva più o meno 28… A circa 45 il Signor Benvegnù decide di curare la produzione artistica di Blaze – il secondo lavoro dei Vandemars guarda caso – dichiarando tra le altre cose “Erano molti anni che non rimanevo folgorato da un gruppo, veramente. Purtroppo, non potendo investire energie economiche, ho potuto soltanto dargli una mano a livello musicale. Blaze lo sento molto vicino, molto affine, anche se non è mio, ma si tratta di un grandissimo disco.”. Personalmente mi sento solo di aggiungere “GRAZIE PAOLO”, grazie Stefano (Bechini), grazie Silvia (Serrotti), grazie Stefano (Romani), grazie Francesco (Pititto), grazie Gabriele (Coppi) e grazie Francesco (Bucci). I Vandemars sono pure toscani, che cosa voglio di più??? Una minuta porzione di “regionalismo” la conserviamo tutti in fondo al cuore, poche storie.

Nonostante tutto (e di musica ne vado ad ascoltare parecchia) dei Vandemars non avevo mai sentito parlare, fino a qualche mese fa… Un mio caro amico (Flavio) gli aveva dedicato una splendida recensione e un giorno mi ha detto che, anche se non c’era scritto proprio da nessuna parte, suonavano a Firenze ebbene sì, in formazione ridotta, solo voce e chitarra. Siccome mi fido più di Flavio che di Rockit, alla Casa della Creatività ci sono andata di corsa (si trattava del 30 Giugno del 2011) e sono rimasta onestamente a bocca aperta. Prima di tutto perché davvero erano soltanto in due (ma si sono presi tutta la mia attenzione), secondo perché Silvia Serrotti ha una voce così particolare, intensa e sfaccettata, che per descriverla dovresti citare almeno PJ Harvey, Shirley Manson e Fiona Apple (ma forse anche Karen O, forse anche Björk), terzo: per quale assurdo motivo nessuno aveva scritto nulla circa quell’appuntamento del giovedì sera? Che cosa c’era di meglio a Firenze? Nulla credo, se non avessi saputo probabilmente non sarei neanche uscita (e avrei fatto male, malissimo).
Dopo il concerto si fanno due chiacchiere. Scopro che sono tutti della zona del Monte Amiata e che di lì a due mesi, l’unica opportunità che ho per ascoltarli di nuovo live (e questa volta tutti e cinque in formazione completa) è quella di farmi 143 chilometri, ovvero presentarmi a Radicofani (tipo quasi in Umbria, tipo quasi in Lazio) il 20 di Agosto, in occasione della quinta edizione del BoskoRock. Ci vado. E un’altra volta ho fatto bene, anzi benissimo.

Se a Firenze mi avevano lasciata a bocca aperta, in provincia di Siena mi hanno colpita e forse addirittura affondata. La mia traccia preferita – Victim – dal vivo è un prodigio, il mercato discografico è in crisi ma ho deciso di acquistare due Blazedischi, uno per me, uno da regalare a chi non li ha ancora ascoltati. Un disco non è un biglietto da visita, un disco si compra; se è autoprodotto lo si regala molto più volentieri, se è autoprodotto e ami la musica lo devi comprare, specialmente di questi tempi.
Blaze contiene dodici tracce e i Vandemars hanno scelto di cantarlo in inglese (d’altra parte bisogna abituarsi: è LA lingua internazionale…); sono canzoni intense-inquiete-accattivanti-malinconiche-divertenti-elegantemente arrabbiate, tutti gli strumenti comunicano perfettamente l’uno con l’altro e quel che non possono lo esegue il sesto strumento, ovvero la voce di Silvia: splendida interprete e front woman finalmente, meraviglioso essere umano in armonia sul palcoscenico… Se ti distrai un attimo, va a finire che la tua attenzione se la riprende lo stesso, il suo volto ed il suo corpo restano sorprendentemente coerenti con le molteplici sfumature della voce.

Come da titolo, a Firenze i Vandemars tornano giovedì 15 Settembre in quel dell’Hard Rock Café, alle ore 21:30 (forse) precise. Se adesso volessi tentare di mettermi a discorrere di riff-arrangiamenti e ammiccamenti vari, mi si potrebbe devastare tutta la poesia, ma soprattutto potrei rovinare la sorpresa a quelli che magari ancora non li conoscono… Non sono un tecnico, soltanto un’ascoltatrice e alla fine credo che di musica non si debba parlare, ma semplicemente ascoltarla e se si smuove qualcosa, allora non rimane che accoglierla nel cuore… Mi sbaglio?
L’unico fatto che mi sento di aggiungere è che se deciderete di andarci, sul palco dell’Hard Rock Café di Firenze non troverete dei novellini, tantomeno delle macchiette rumorose e bizzose, vi prometto che troverete dei musicisti professionisti ed appassionati, giovani, umili e pieni di talento.

PS Altre notizie potete sempre trovarle qui: https://vandemars.wordpress.com/

Caterina Pomini

Fonte: http://eventi.toscana.to/evento.php?id=39372
http://www.inyourtuscany.com/dettagli_news.php?id=119

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