The Avant-guarde of Mars

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INTERVISTA su LA VALDICHIANA Magazine

Vandemars: gli alieni della musica

4 - Book Vandemars

Direttamente dal backstage del Parco Fucoli di Chianciano, abbiamo raccolto un’intervista molto interessante ad un gruppo musicale italiano, che con la loro musica sta valicato ogni confine geografico, sonoro ed emozionale. Loro sono i Vandemars, band nata ai piedi del Monte Amiata e composta da Silvia Serrotti (Vocals), Stefano Romani (Guitars), Francesco Pititto (Bass), Cristiano Bottai (Drums), che il 24 luglio, insieme alla Small Big Band, Toscana Sud e Andrea Pinsuti, hanno ufficialmente aperto l’edizione 2013 della Festa della Musica di Chianciano Terme.

Il loro nome, Vandemars, significa letteralmente‘L’Avanguardia di Marte’: un gioco fonetico di inglese e francese, arrivato per caso sette anni fa durante una normale prova:

“All’inizio ci piaceva semplicemente il suo suono – ci raccontano – Solo con il tempo abbiamo compreso quanto il suo significato ci appartenesse, quanto definisse la nostra identità di gruppo. Come le avanguardie abbiamo sempre cercato di avere piena libertà di espressione nel creare la nostra musica, senza dover rientrate o rispettare i parametri di un genere predefinito. E Marziani o alieni ci sentiamo fin dalla nascita. Per quanto attaccati a questa meravigliosa Terra che amiamo, ci sentiamo alieni nei confronti di una realtà umana troppo spesso omologante e repressiva, che poco ci libera e mai sa contenerci”.

Per la band la musica è una materia informe, grigia, che grazie al loro lavoro, rendono rigida fino a creare delle connessioni, punti di partenza per esplorare nuovi suoni e nuove atmosfere. I loro testi sono lontani dai confini stilistici italiani e traggono ispirazione dalla vita quotidiana:

“Ciò che viviamo e condividiamo. La quiete e la tempesta che scandiscono costantemente la nostra relazione con la realtà umana. E naturalmente tutta la musica che abbiamo ascoltato e che ha accompagnato la crescita ed i cambiamenti delle nostre singole esistenze. La condivisione dei nostri background musicali e la loro diversità, l’ascolto reciproco quando suoniamo insieme ed il rispetto per la creatività di ciascuno, tutto questo é fondamentale per comporre la nostra musica. Senza di questo, gli ingranaggi del nostro processo creativo si bloccherebbero”.

Durante questi sette anni e durante la loro attività live, i Vandermas hanno vinto importante contest: dal Plug ‘n’ Play 2008 del Play Arezzo Art Festival, al 3D Contest 2010 del Live Rock Festival di Acquaviva, fino ad arrivare alla vittoria del titolo di Miglior Band Toscana perItalia Wave 2010. Hanno condiviso il palco con illustri artisti italiani ed internazionali, da Carmen Consoli a Max Gazzè, fino ad ottenere una collaborazione con Paolo Benvegnù per la produzione artistica del loro album d’esordio “BLAZE”, uscito nell’aprile 2011.

‘BLAZE’ nasce da un connubio di cinque anime diverse, unite dal bisogno di trovare un posto nel mondo:

“Blaze nasce dalla necessità di incontrarci, ascoltarci e raccontarci. L’improvvisazione e l’interplay hanno giocato un ruolo fondamentale nel processo di creazione dei brani contenuti in Blaze. Mentre l’arrangiamento e la forma definitiva dei brani sono arrivati al termine della pre-produzione e poi in studio, grazie ad una fruttuosa collaborazione con Paolo Benvegnù e Stefano Bechini, entrambi produttori artistici dell’album. Blaze è stato concepito dalla nostra parte più viva, quella stessa che ci spinge alla ricerca di un dialogo con l’Altro, all’ incontro/scontro con i nostri diversi sè. 12 storie che raccontano del fuoco che custodiamo dentro e che quotidianamente ci porta nel mondo”.

Per i Vandemars collaborare con Benvegnù ha rappresentato un’esperienza intensa e preziosa:

“Quello con Paolo é stato un dono del caso, un fortunato incontro che ci ha insegnato tanto. La sua presenza è stata fondamentale in studio nella fase di pre-produzione e registrazione dell’album, soprattutto nell’arrangiamento di alcuni brani che presentavano angoli da smussare. Artefice di un produttivo processo maieutico, Paolo ha saputo ascoltare noi e la nostra musica, aiutandoci partorirla nel modo migliore”.

Il mese di aprile per i Vandemars rappresenta un periodo fortunato; nell’aprile di quest’anno, infatti, è uscito BACK TO MARS (Cave Canem D.I.Y. Records), album live che presenta anche la nuova formazione della band e contiene alcuni remix del precedente Blaze a cura di Cristiano Bottai, il nuovo batterista della band, che ha permesso al gruppo di “rinascere” e costruire nuovi percorsi.

“ ‘Back to Mars’ è nato dalla necessità di presentare la nostra nuova identità, la nostra nuova formazione ed il processo di trasformazione vissuto dalla band nell’arco del 2012. E’ stato un anno difficile e pieno di forti cambiamenti, ma anche di rinascita grazie al fortunato incontro con Cristiano Bottai, nostro nuovo batterista. Realizzare quest’ album per noi è stato un vero e proprio “ritorno su Marte”, scelto e voluto. Siamo dovuti tornare alle nostre origini per permettere di ritrovarci, rinascere e costruire nuovi percorsi. L’idea iniziale è stata quella di vestire un nuovo abito, di nuove sonorità i brani contenuti in BLAZE, proponendo una reinterpretazione di quelle canzoni. Per farlo abbiamo scelto di regalare il nostro sound live alle persone che ci ascoltano da tempo e ancor più a chi non ha mai ascoltato la nostra musica. Sin dall’inizio c’è stata la volontà di regalare quel particolare amalgama di intimità e forza, quell’alchimia che accompagna la performance live”.

BACK TO MARS è stato inciso live al Cycle Club di Calenzano (FI), registrato da Giulio Cercato, che insieme a Cristiano hanno mixato l’album, nello storico Studio Emme sempre a Calenzano (FI).
Attualmente i Vandemars hanno portato a termine la pre-produzione del loro prossimo album di inediti e ad agosto entreranno in studio per le fasi iniziali di registrazione.

“Torneremo all’Entropya Studio di Gabriele Ballabio, a Perugia, lo studio in cui abbiamo felicemente inciso il nostro primo album BLAZE. E tempo permettendo, tra agosto e settembre ci dedicheremo alla produzione del nostro prossimo videoclip, il cui set avrà come principale location i suggestivi boschi del Monte Amiata”.

Quindi, un periodo ricco di soddisfazioni ma anche di duro lavoro per i Vandemars, un gruppo che nonostante la realtà musicale di oggi va avanti ricevendo dimostrazioni di grande successo e apprezzamento, non solo di pubblico ma anche di critica. Abbiamo rivolto alla band una domanda di cosa ne pensano della realtà musicale di oggi e loro ci hanno risposto così:

“Nel rispondere a questa domanda ci rivolgiamo in particolare ai musicisti che ci leggeranno: uniamo le forze, collaboriamo, sosteniamo a vicenda i nostri concerti, cerchiamo di essere aperti all’ascolto e al confronto reciproco a differenza di chi gestisce il mercato musicale, indipendente e non, nel nostro Paese. Ricordiamo a noi stessi di avere il potere di cambiare le cose che non vanno, continuare a coltivare e proteggere i nostri sogni e sentirci a casa in qualsiasi costellazione ci troveremo!”

È con questo monito che concludiamo l’intervista ai Vandemars, facendo loro un grande in bocca a lupo per i progetti futuri, esortandoli ad andare avanti con determinazione, quella determinazione che chiunque abbia un sogno da realizzare non deve mai abbandonare!

 

Written by Valentina Chiancianesi

Thursday 25th, July 2013

 

 

 

 

 

Websourcehttp://www.lavaldichiana.it/vandemars-gli-alieni-della-musica/


Intervista su LE IDI di MARZO

Intervista/ Vandemars: “Oltre i limiti imposti da ciò che è già precostituito o disciplinato”

Vandemars (https://vandemars.wordpress.com/), band alternative rock toscana, sono tornati con un nuovo lavoro: “BACK TO MARS“. Un album live che presenta la nuova line-up della band e contiene alcuni remix del precedente album BLAZE, a cura del batterista Cristiano Bottai. Ecco la nostra intervista!

I VANDEMARS, un nome che gioca sul gioco fonetico di inglese e francese, e significa letteralmente:  “ L’avanguardia di Marte”. Siete avanguardisti, sperimentatori di nuove musiche o semplicemente alienati?  La vostra musica la considerate così lontana dai “canoni estetici” che il mercato offre o pensate sia necessario cercare l’alienazione, raccontarla attraverso la musica e saperla sfruttare per una comunicazione più d’impatto? 

“Più semplicemente la nostra musica è ciò che siamo e ciò che sentiamo il bisogno di esprimere e regalare al mondo. Siamo profondamente attaccati a questa Terra, che amiamo. Sono le attitudini omologanti ed i comportamenti repressivi dell’essere umano a farci sentire degli alieni, più che alienati. Quello che riteniamo c’appartenga delle avanguardie è la capacità di esprimersi in piena libertà, oltre i limiti imposti da ciò che è già precostituito o “disciplinato”, e la necessità di costruire un percorso ed appropriarsi di uno spazio da poter chiamare “nostro”.

Il vostro curriculum vanta la collaborazione artistica di Paolo Benvegnù: che apporto ha dato alla realizzazione di “Blaze”? 

Paolo Benvegnù, insieme a Stefano Bechini, è stato il produttore artistico di BLAZE, nostro album d’esordio, uscito il 26 Aprile 2011. La sua presenza è stata fondamentale in studio nella fase di pre-produzione e registrazione dell’album, soprattutto nell’arrangiamento di alcuni brani che presentavano acuminati spigoli da smussare. Ha saputo ascoltare noi e la nostra musica, rendendosi artefice di un produttivo processo maieutico, aiutandoci a partorire la nostra musica nel modo migliore, per i Vandemars di allora.

La prima cosa che colpisce, chi ascolta i vostri pezzi, credo sia la notevole voce di Silvia Serrotti. L’influenza di artisti come Skin o PJ Harvey si palesa nei suoi acuti, in melodie a tratti ruvide, alternando quiete e tempesta sonora in un connubio inscindibile: come avete ottenuto questo risultato esplosivo ma allo stesso tempo, così saldo da tenersi legato indissolubilmente? 

“Hai colto in pieno la peculiarità della nostra musica; l’alternarsi di quiete e tempesta, che poi è paradigmatico dell’esistenza stessa. In verità questo “risultato esplosivo” non l’abbiamo mai programmato, non è mai stato un effetto voluto. Le nostre canzoni sono sempre nate dalla condivisione delle nostre esperienze di vita, oltre che dei nostri singoli gusti e background musicali; ed é proprio questa condivisione a dar vita ad un perfetto amalgama di opposti, acqua e fuoco, quiete e tempesta”.

Quali progetti avete in cantiere? E’ in arrivo un nuovo album? 

“Progetti appena usciti dal cantiere: il 30 Aprile scorso è uscito per l’etichetta indipendente Cave Canem DIY Records, BACK TO MARS, un album live nel quale presentiamo la nostra nuova formazione e che contiene alcuni remix del precedente “Blaze” a cura del nostro nuovo batterista Cristiano Bottai. BACK TO MARS è disponibile in full streaming ed acquistabile in formato digitale sul nostro profilo Bandcampvandemars.bandcamp.com/. Per avere una copia fisica dell’album basta inviare un’e-mail di richiesta a vandemars@libero.it. Il 12 Giugno inoltre è uscito il videoclip ufficiale di “My Cage”, nato dalla collaborazione tra noi Vandemars ed il fotografo Michele Scalacci, alla sua prima esperienza di regia.

In cantiere: attualmente siamo in fase di pre-produzione del nostro prossimo album di inediti e ad agosto, se non ci saranno imprevisti, entreremo in studio per le fasi iniziali di registrazione”.

Written by Pietro Defrenza

June 18th, 2013

 

 

 

Websourcehttp://ididimarzo.wordpress.com/2013/06/18/intervista-vandemars-oltre-i-limiti-imposti-da-cio-che-e-gia-precostituito-o-disciplinato/


BACK TO MARS

Vandemars 2013

“We need to retrace the steps already given, for repeat them and to track our next new paths. 
We need to start the journey. Always.”  (José Saramago )

Two years after their debut album “Blaze” and after the little earthquakes of a gloomy 2012 that permanently changed the aliens’ vanguard, the Vandemars present “BACK TO MARS”.  “Back to Mars”, out on April 30, 2013, for Cave Canem DIY Records, is a live album that presents the new line-up and contains some remixes of the previous “Blaze” album by the drummer Cristiano Bottai.

Tracklist:

1. Always the Same (Loving the Aliens RMX)                                                                           Cave Canem DIY Records

2. My Cage

3. L.L.

4. Come Out

5. It’s Mine It’s Yours

6. Tic Tac

7. Naked and Pure

8. Send It

9. Victim (Red Planet Mix)

10. One of Your Dreams (Back Home Mix)


‘BLAZE’ sul Corriere Fiorentino

“…Questo disco ‘mantra’ di dodici pezzi, ruvidi e delicati al tempo stesso, composti da un concentrato di adrenalina, grande rabbia espressiva, dolcezza e carattere.”

Autore: EDOARDO SEMMOLA


VANDEMARS LIVE REPORT on SHIVER WEBZINE

BUONA (E FOTTUTA) LA PRIMA! – LA TUA FOTTUTA MUSICA ALTERNATIVA @ CIRCOLO DEGLI ARTISTI (ROMA) 10/11/11 – LIVE REPORT

10 Novembre 2011: riparte La Tua Fottuta Musica Alternativa, rassegna che ha animato già nei due anni precedenti le serate capitoline, e lo fa in grande stile, approdando sul prestigioso palco del Circolo degli Artisti. La serata d’inaugurazione si presenta ricca di artisti, con ben due palchi, una fiumana di gente nonostante sia giovedì, conseguenti fiumi di birra che scorrono e cinque gruppi uno più interessante dell’altro; a partire dagli headliners della serata, i Soviet Soviet, con la loro new wave post-punk che oramai è una macchina perfettamente rodata, passando per il caos ben organizzato dei Camera237, l’acustico lo-fi dei Boxerin Club, la desertica rarefazione rock dei Vandemars e l’esordio dal vivo degli Electric Superfuzz, ce n’è davvero per tutti i gusti. …

…Sul palco acustico sono già pronti i toscani Vandemars in versione ridotta (solo voce, basso e chitarra): presentano i brani tratti da Blaze, album prodotto artisticamente da Paolo Benvegnù. Il loro rock fra Nirvana e PJ Harvey questa sera si spoglia e si fa ipnotico, rarefatto, quasi ‘desertico’ (e chi coglie un richiamo a un certo genere musicale, fa benissimo). La voce di Silvia la fa da padrone, guidando e accarezzando i presenti in mezzo alle suggestioni intense e malinconiche dei loro brani: il suo è un timbro forte, ricco di personalità, perfetto legante fra i due strumenti che le fanno da tappeto. Ed è un piacere ritrovarsi, dopo scorribande fra garage rock, indie di stampo british e un pazzo pazzo post rock, in mezzo al grunge anni ’90. Giusto per ribadire che la definizione di “fottuta musica alternativa” è quantomai vasta, e chi sta dietro a questo progetto bada molto di più alla qualità dei gruppi che ai nomignoli, alle mode o ai cosidetti “generi che tirano”.

Testi e foto: GIULIA DELPRATO

Fonte: http://www.shiverwebzine.com/2011/11/26/buona-e-fottuta-la-prima-la-tua-fottuta-musica-alternativacircolo-degli-artisti-roma-101111-live-report/

Set on Flickr : http://www.flickr.com/photos/shiverwebzine/6412802109/in/set-72157628176876659


I VANDEMARS ARRIVANO ALL’HARD ROCK CAFÉ DI FIRENZE CON IL LORO “BLAZE”

Giovedì 15 Settembre 2011
Hard Rock Cafe
Firenze (FI) – Piazza della Repubblica

L’avanguardia di Marte vi porterà via. Presso l’ex Cinema Gambrinus la band toscana presenta “Blaze” il suo secondo ed ultimo lavoro, che vede la produzione artistica di Paolo Benvegnù e Stefano Bechini. You’d better not stay still in your cage like a stone!

Chissà se ai ventenni di oggi piacciono i Vandemars. Decido di chiamare in causa questa generazione perché necessito di un intro e qualcuno per l’appunto ha scritto che il loro suono ricorda il rock degli Anni Novanta. A quel tempo, quando uscivano dischi come Stoosh degli Skunk Anansie (1996), quando Shirley Manson cantava “Queer”, “Milk” e “Stupid Girl” (1995), la sottoscritta aveva un po’ meno di vent’anni e come molti poco meno (o poco più) che ventenni, dischi così se li andava a ballare al Cencio’s di Prato (che adesso ha chiuso i battenti) o alla Flog di Firenze. Che cosa ballano – saltano – cantano invece i ventenni di oggi? Non me ne vogliano, ma a me personalmente, fatta qualche rara eccezione, la voglia di ballare – saltare – cantare, m’è passata da un pezzo, anzi, molto spesso ai “concerti che contano” mi viene sonno… Eppure avrei ancora voglia di cantare – saltare – ballare… Bello il rock degli Anni ’90, MI MANCA, e a voi? Quello britannico e americano ovviamente, quello emiliano, piemontese e lombardo anche. Negli ANNI NOVANTA (volutamente maiuscolo perché pare sia trascorso mezzo secolo ormai) c’erano gli Smashing Pumpkins, i Soundgarden, i R.E.M. e David Grohl (che orfano di Cobain in quattro e quattr’otto mise su tipo i Foo Fighters); gli Skunk Anansie, i Blur, i Garbage, gli Oasis, i Suede e i Placebo… E in Italia? In Italia c’era il Consorzio Suonatori Indipendenti, c’erano (ci sono ancora) i Marlene Kuntz e gli Afterhours, tali Verdena con le labbra ancora impiastricciate di latte (Luca Ferrari non era neanche maggiorenne) oppure gli Scisma di Paolo Benvegnù. Quando si sciolsero gli Scisma, Paolo Benvegnù aveva più o meno 35 anni, quando li aveva fondati invece ne aveva più o meno 28… A circa 45 il Signor Benvegnù decide di curare la produzione artistica di Blaze – il secondo lavoro dei Vandemars guarda caso – dichiarando tra le altre cose “Erano molti anni che non rimanevo folgorato da un gruppo, veramente. Purtroppo, non potendo investire energie economiche, ho potuto soltanto dargli una mano a livello musicale. Blaze lo sento molto vicino, molto affine, anche se non è mio, ma si tratta di un grandissimo disco.”. Personalmente mi sento solo di aggiungere “GRAZIE PAOLO”, grazie Stefano (Bechini), grazie Silvia (Serrotti), grazie Stefano (Romani), grazie Francesco (Pititto), grazie Gabriele (Coppi) e grazie Francesco (Bucci). I Vandemars sono pure toscani, che cosa voglio di più??? Una minuta porzione di “regionalismo” la conserviamo tutti in fondo al cuore, poche storie.

Nonostante tutto (e di musica ne vado ad ascoltare parecchia) dei Vandemars non avevo mai sentito parlare, fino a qualche mese fa… Un mio caro amico (Flavio) gli aveva dedicato una splendida recensione e un giorno mi ha detto che, anche se non c’era scritto proprio da nessuna parte, suonavano a Firenze ebbene sì, in formazione ridotta, solo voce e chitarra. Siccome mi fido più di Flavio che di Rockit, alla Casa della Creatività ci sono andata di corsa (si trattava del 30 Giugno del 2011) e sono rimasta onestamente a bocca aperta. Prima di tutto perché davvero erano soltanto in due (ma si sono presi tutta la mia attenzione), secondo perché Silvia Serrotti ha una voce così particolare, intensa e sfaccettata, che per descriverla dovresti citare almeno PJ Harvey, Shirley Manson e Fiona Apple (ma forse anche Karen O, forse anche Björk), terzo: per quale assurdo motivo nessuno aveva scritto nulla circa quell’appuntamento del giovedì sera? Che cosa c’era di meglio a Firenze? Nulla credo, se non avessi saputo probabilmente non sarei neanche uscita (e avrei fatto male, malissimo).
Dopo il concerto si fanno due chiacchiere. Scopro che sono tutti della zona del Monte Amiata e che di lì a due mesi, l’unica opportunità che ho per ascoltarli di nuovo live (e questa volta tutti e cinque in formazione completa) è quella di farmi 143 chilometri, ovvero presentarmi a Radicofani (tipo quasi in Umbria, tipo quasi in Lazio) il 20 di Agosto, in occasione della quinta edizione del BoskoRock. Ci vado. E un’altra volta ho fatto bene, anzi benissimo.

Se a Firenze mi avevano lasciata a bocca aperta, in provincia di Siena mi hanno colpita e forse addirittura affondata. La mia traccia preferita – Victim – dal vivo è un prodigio, il mercato discografico è in crisi ma ho deciso di acquistare due Blazedischi, uno per me, uno da regalare a chi non li ha ancora ascoltati. Un disco non è un biglietto da visita, un disco si compra; se è autoprodotto lo si regala molto più volentieri, se è autoprodotto e ami la musica lo devi comprare, specialmente di questi tempi.
Blaze contiene dodici tracce e i Vandemars hanno scelto di cantarlo in inglese (d’altra parte bisogna abituarsi: è LA lingua internazionale…); sono canzoni intense-inquiete-accattivanti-malinconiche-divertenti-elegantemente arrabbiate, tutti gli strumenti comunicano perfettamente l’uno con l’altro e quel che non possono lo esegue il sesto strumento, ovvero la voce di Silvia: splendida interprete e front woman finalmente, meraviglioso essere umano in armonia sul palcoscenico… Se ti distrai un attimo, va a finire che la tua attenzione se la riprende lo stesso, il suo volto ed il suo corpo restano sorprendentemente coerenti con le molteplici sfumature della voce.

Come da titolo, a Firenze i Vandemars tornano giovedì 15 Settembre in quel dell’Hard Rock Café, alle ore 21:30 (forse) precise. Se adesso volessi tentare di mettermi a discorrere di riff-arrangiamenti e ammiccamenti vari, mi si potrebbe devastare tutta la poesia, ma soprattutto potrei rovinare la sorpresa a quelli che magari ancora non li conoscono… Non sono un tecnico, soltanto un’ascoltatrice e alla fine credo che di musica non si debba parlare, ma semplicemente ascoltarla e se si smuove qualcosa, allora non rimane che accoglierla nel cuore… Mi sbaglio?
L’unico fatto che mi sento di aggiungere è che se deciderete di andarci, sul palco dell’Hard Rock Café di Firenze non troverete dei novellini, tantomeno delle macchiette rumorose e bizzose, vi prometto che troverete dei musicisti professionisti ed appassionati, giovani, umili e pieni di talento.

PS Altre notizie potete sempre trovarle qui: https://vandemars.wordpress.com/

Caterina Pomini

Fonte: http://eventi.toscana.to/evento.php?id=39372
http://www.inyourtuscany.com/dettagli_news.php?id=119


ESCLUSIVA: in anteprima su SENTIREASCOLTARE il Full Streaming di BLAZE.

Dal 26 Aprile al 3 Maggio, in esclusiva per sentireascoltare.com, il full streaming di Blaze, il nostro nuovo album prodotto da Paolo Benvegnù. Qui sotto trovate l’articolo di Stefano Solventi  ed il link allo streaming:

Sono in cinque, vengono dalla provincia di Siena e si sono fatti notare sbaragliando gli avversari in vari contest quali Siena in Rock e Italia Wave Toscana. Si chiamano Vandemars, hanno una evidente attitudine per quello splendido e controverso ossimoro che è il mainstream alternativo, a spanne tra la PJ Harvey più accattivante, le inquietudini adrenaliniche Stone Temple Pilot e gli Skunk Anansie meno ruffiani. La proposta sonica è volutamente d’impatto ma niente affatto banale, potendo contare sì sul canto potente e fascinoso di Silvia ma anche su una certa propensione a mischiare le carte alternando alla vena noise aperture atmosferiche e intrecci dalla neanche troppo vaga ascendenza prog. Se tutto ciò era evidente nell’esordio A Noisy Melody (2007), che pure sparava cartucce bagnate di troppo entusiasmo e inesperienza, col qui presente sophomore Blaze – in uscita per Ultraviolet Blossom, prodotto artisticamente da Stefano Bechini e dal grande Paolo Benvegnù che presta anche la voce nella trepida Victim – sembrano mettere un bel po’ di puntini sulle “i”. Ascoltare per credere grazie allo streaming gentilmente concessoci in esclusiva…

                                                                                  Autore Testo: Stefano Solventi

Link: http://www.sentireascoltare.com/news/1629/esclusiva:-in-anteprima-il-full-streaming-di-blaze.html