The Avant-guarde of Mars

Interviews

INTERVISTA su LA VALDICHIANA Magazine

Vandemars: gli alieni della musica

4 - Book Vandemars

Direttamente dal backstage del Parco Fucoli di Chianciano, abbiamo raccolto un’intervista molto interessante ad un gruppo musicale italiano, che con la loro musica sta valicato ogni confine geografico, sonoro ed emozionale. Loro sono i Vandemars, band nata ai piedi del Monte Amiata e composta da Silvia Serrotti (Vocals), Stefano Romani (Guitars), Francesco Pititto (Bass), Cristiano Bottai (Drums), che il 24 luglio, insieme alla Small Big Band, Toscana Sud e Andrea Pinsuti, hanno ufficialmente aperto l’edizione 2013 della Festa della Musica di Chianciano Terme.

Il loro nome, Vandemars, significa letteralmente‘L’Avanguardia di Marte’: un gioco fonetico di inglese e francese, arrivato per caso sette anni fa durante una normale prova:

“All’inizio ci piaceva semplicemente il suo suono – ci raccontano – Solo con il tempo abbiamo compreso quanto il suo significato ci appartenesse, quanto definisse la nostra identità di gruppo. Come le avanguardie abbiamo sempre cercato di avere piena libertà di espressione nel creare la nostra musica, senza dover rientrate o rispettare i parametri di un genere predefinito. E Marziani o alieni ci sentiamo fin dalla nascita. Per quanto attaccati a questa meravigliosa Terra che amiamo, ci sentiamo alieni nei confronti di una realtà umana troppo spesso omologante e repressiva, che poco ci libera e mai sa contenerci”.

Per la band la musica è una materia informe, grigia, che grazie al loro lavoro, rendono rigida fino a creare delle connessioni, punti di partenza per esplorare nuovi suoni e nuove atmosfere. I loro testi sono lontani dai confini stilistici italiani e traggono ispirazione dalla vita quotidiana:

“Ciò che viviamo e condividiamo. La quiete e la tempesta che scandiscono costantemente la nostra relazione con la realtà umana. E naturalmente tutta la musica che abbiamo ascoltato e che ha accompagnato la crescita ed i cambiamenti delle nostre singole esistenze. La condivisione dei nostri background musicali e la loro diversità, l’ascolto reciproco quando suoniamo insieme ed il rispetto per la creatività di ciascuno, tutto questo é fondamentale per comporre la nostra musica. Senza di questo, gli ingranaggi del nostro processo creativo si bloccherebbero”.

Durante questi sette anni e durante la loro attività live, i Vandermas hanno vinto importante contest: dal Plug ‘n’ Play 2008 del Play Arezzo Art Festival, al 3D Contest 2010 del Live Rock Festival di Acquaviva, fino ad arrivare alla vittoria del titolo di Miglior Band Toscana perItalia Wave 2010. Hanno condiviso il palco con illustri artisti italiani ed internazionali, da Carmen Consoli a Max Gazzè, fino ad ottenere una collaborazione con Paolo Benvegnù per la produzione artistica del loro album d’esordio “BLAZE”, uscito nell’aprile 2011.

‘BLAZE’ nasce da un connubio di cinque anime diverse, unite dal bisogno di trovare un posto nel mondo:

“Blaze nasce dalla necessità di incontrarci, ascoltarci e raccontarci. L’improvvisazione e l’interplay hanno giocato un ruolo fondamentale nel processo di creazione dei brani contenuti in Blaze. Mentre l’arrangiamento e la forma definitiva dei brani sono arrivati al termine della pre-produzione e poi in studio, grazie ad una fruttuosa collaborazione con Paolo Benvegnù e Stefano Bechini, entrambi produttori artistici dell’album. Blaze è stato concepito dalla nostra parte più viva, quella stessa che ci spinge alla ricerca di un dialogo con l’Altro, all’ incontro/scontro con i nostri diversi sè. 12 storie che raccontano del fuoco che custodiamo dentro e che quotidianamente ci porta nel mondo”.

Per i Vandemars collaborare con Benvegnù ha rappresentato un’esperienza intensa e preziosa:

“Quello con Paolo é stato un dono del caso, un fortunato incontro che ci ha insegnato tanto. La sua presenza è stata fondamentale in studio nella fase di pre-produzione e registrazione dell’album, soprattutto nell’arrangiamento di alcuni brani che presentavano angoli da smussare. Artefice di un produttivo processo maieutico, Paolo ha saputo ascoltare noi e la nostra musica, aiutandoci partorirla nel modo migliore”.

Il mese di aprile per i Vandemars rappresenta un periodo fortunato; nell’aprile di quest’anno, infatti, è uscito BACK TO MARS (Cave Canem D.I.Y. Records), album live che presenta anche la nuova formazione della band e contiene alcuni remix del precedente Blaze a cura di Cristiano Bottai, il nuovo batterista della band, che ha permesso al gruppo di “rinascere” e costruire nuovi percorsi.

“ ‘Back to Mars’ è nato dalla necessità di presentare la nostra nuova identità, la nostra nuova formazione ed il processo di trasformazione vissuto dalla band nell’arco del 2012. E’ stato un anno difficile e pieno di forti cambiamenti, ma anche di rinascita grazie al fortunato incontro con Cristiano Bottai, nostro nuovo batterista. Realizzare quest’ album per noi è stato un vero e proprio “ritorno su Marte”, scelto e voluto. Siamo dovuti tornare alle nostre origini per permettere di ritrovarci, rinascere e costruire nuovi percorsi. L’idea iniziale è stata quella di vestire un nuovo abito, di nuove sonorità i brani contenuti in BLAZE, proponendo una reinterpretazione di quelle canzoni. Per farlo abbiamo scelto di regalare il nostro sound live alle persone che ci ascoltano da tempo e ancor più a chi non ha mai ascoltato la nostra musica. Sin dall’inizio c’è stata la volontà di regalare quel particolare amalgama di intimità e forza, quell’alchimia che accompagna la performance live”.

BACK TO MARS è stato inciso live al Cycle Club di Calenzano (FI), registrato da Giulio Cercato, che insieme a Cristiano hanno mixato l’album, nello storico Studio Emme sempre a Calenzano (FI).
Attualmente i Vandemars hanno portato a termine la pre-produzione del loro prossimo album di inediti e ad agosto entreranno in studio per le fasi iniziali di registrazione.

“Torneremo all’Entropya Studio di Gabriele Ballabio, a Perugia, lo studio in cui abbiamo felicemente inciso il nostro primo album BLAZE. E tempo permettendo, tra agosto e settembre ci dedicheremo alla produzione del nostro prossimo videoclip, il cui set avrà come principale location i suggestivi boschi del Monte Amiata”.

Quindi, un periodo ricco di soddisfazioni ma anche di duro lavoro per i Vandemars, un gruppo che nonostante la realtà musicale di oggi va avanti ricevendo dimostrazioni di grande successo e apprezzamento, non solo di pubblico ma anche di critica. Abbiamo rivolto alla band una domanda di cosa ne pensano della realtà musicale di oggi e loro ci hanno risposto così:

“Nel rispondere a questa domanda ci rivolgiamo in particolare ai musicisti che ci leggeranno: uniamo le forze, collaboriamo, sosteniamo a vicenda i nostri concerti, cerchiamo di essere aperti all’ascolto e al confronto reciproco a differenza di chi gestisce il mercato musicale, indipendente e non, nel nostro Paese. Ricordiamo a noi stessi di avere il potere di cambiare le cose che non vanno, continuare a coltivare e proteggere i nostri sogni e sentirci a casa in qualsiasi costellazione ci troveremo!”

È con questo monito che concludiamo l’intervista ai Vandemars, facendo loro un grande in bocca a lupo per i progetti futuri, esortandoli ad andare avanti con determinazione, quella determinazione che chiunque abbia un sogno da realizzare non deve mai abbandonare!

 

Written by Valentina Chiancianesi

Thursday 25th, July 2013

 

 

 

 

 

Websourcehttp://www.lavaldichiana.it/vandemars-gli-alieni-della-musica/


Intervista su LE IDI di MARZO

Intervista/ Vandemars: “Oltre i limiti imposti da ciò che è già precostituito o disciplinato”

Vandemars (https://vandemars.wordpress.com/), band alternative rock toscana, sono tornati con un nuovo lavoro: “BACK TO MARS“. Un album live che presenta la nuova line-up della band e contiene alcuni remix del precedente album BLAZE, a cura del batterista Cristiano Bottai. Ecco la nostra intervista!

I VANDEMARS, un nome che gioca sul gioco fonetico di inglese e francese, e significa letteralmente:  “ L’avanguardia di Marte”. Siete avanguardisti, sperimentatori di nuove musiche o semplicemente alienati?  La vostra musica la considerate così lontana dai “canoni estetici” che il mercato offre o pensate sia necessario cercare l’alienazione, raccontarla attraverso la musica e saperla sfruttare per una comunicazione più d’impatto? 

“Più semplicemente la nostra musica è ciò che siamo e ciò che sentiamo il bisogno di esprimere e regalare al mondo. Siamo profondamente attaccati a questa Terra, che amiamo. Sono le attitudini omologanti ed i comportamenti repressivi dell’essere umano a farci sentire degli alieni, più che alienati. Quello che riteniamo c’appartenga delle avanguardie è la capacità di esprimersi in piena libertà, oltre i limiti imposti da ciò che è già precostituito o “disciplinato”, e la necessità di costruire un percorso ed appropriarsi di uno spazio da poter chiamare “nostro”.

Il vostro curriculum vanta la collaborazione artistica di Paolo Benvegnù: che apporto ha dato alla realizzazione di “Blaze”? 

Paolo Benvegnù, insieme a Stefano Bechini, è stato il produttore artistico di BLAZE, nostro album d’esordio, uscito il 26 Aprile 2011. La sua presenza è stata fondamentale in studio nella fase di pre-produzione e registrazione dell’album, soprattutto nell’arrangiamento di alcuni brani che presentavano acuminati spigoli da smussare. Ha saputo ascoltare noi e la nostra musica, rendendosi artefice di un produttivo processo maieutico, aiutandoci a partorire la nostra musica nel modo migliore, per i Vandemars di allora.

La prima cosa che colpisce, chi ascolta i vostri pezzi, credo sia la notevole voce di Silvia Serrotti. L’influenza di artisti come Skin o PJ Harvey si palesa nei suoi acuti, in melodie a tratti ruvide, alternando quiete e tempesta sonora in un connubio inscindibile: come avete ottenuto questo risultato esplosivo ma allo stesso tempo, così saldo da tenersi legato indissolubilmente? 

“Hai colto in pieno la peculiarità della nostra musica; l’alternarsi di quiete e tempesta, che poi è paradigmatico dell’esistenza stessa. In verità questo “risultato esplosivo” non l’abbiamo mai programmato, non è mai stato un effetto voluto. Le nostre canzoni sono sempre nate dalla condivisione delle nostre esperienze di vita, oltre che dei nostri singoli gusti e background musicali; ed é proprio questa condivisione a dar vita ad un perfetto amalgama di opposti, acqua e fuoco, quiete e tempesta”.

Quali progetti avete in cantiere? E’ in arrivo un nuovo album? 

“Progetti appena usciti dal cantiere: il 30 Aprile scorso è uscito per l’etichetta indipendente Cave Canem DIY Records, BACK TO MARS, un album live nel quale presentiamo la nostra nuova formazione e che contiene alcuni remix del precedente “Blaze” a cura del nostro nuovo batterista Cristiano Bottai. BACK TO MARS è disponibile in full streaming ed acquistabile in formato digitale sul nostro profilo Bandcampvandemars.bandcamp.com/. Per avere una copia fisica dell’album basta inviare un’e-mail di richiesta a vandemars@libero.it. Il 12 Giugno inoltre è uscito il videoclip ufficiale di “My Cage”, nato dalla collaborazione tra noi Vandemars ed il fotografo Michele Scalacci, alla sua prima esperienza di regia.

In cantiere: attualmente siamo in fase di pre-produzione del nostro prossimo album di inediti e ad agosto, se non ci saranno imprevisti, entreremo in studio per le fasi iniziali di registrazione”.

Written by Pietro Defrenza

June 18th, 2013

 

 

 

Websourcehttp://ididimarzo.wordpress.com/2013/06/18/intervista-vandemars-oltre-i-limiti-imposti-da-cio-che-e-gia-precostituito-o-disciplinato/


Blog-Intervista con l’ALLIGATORE

Due parole con i Vandemars

BACK TO MARS_Cover

La palude si tinge di rosso questa sera, perché tra poco torneranno in diretta sul blog i Vandemars, l’Avanguardia di Marte. Il gruppo toscano, viene direttamente dal pianeta rosso per presentare il nuovo disco Back to Mars, registrato live, contenente alcuni remix del più che promettente esordio Blaze e ottimo nuovo materiale già all’ascolto. La formazione, da quella primavera di due anni fa, è cambiata, è arrivato un nuovo batterista e ora sono un quartetto:  Silvia Serrotti (voce), Stefano Romani (chitarre), Franceco Pititto (basso), Cristiano Bottai (batteria). I quattro sono in posa sulla copertina, con uno sguardo profondo che guarda lontano, come la loro musica.
Back to Mars, dato alle stampe di recente con la label/collettivo culturale Cave Canem D.I.Y. è un concentrato acido di passioni e idee, momenti di gioia pura e tormento. Rock in definitiva, con titoli emblematici quali My Cage (conquista al primo ascolto), Come Out (ti stende), Tic Tac (psico-rock autentico), Naked and Pure (promette ciò che suggerisce). Dieci pezzi dal sapore intellettuale, dieci canzoni immediate, però capaci di restare nella mente dell’ascoltatore anche dopo aver spento il lettore cd. E poi la citazione dell’amato Saramago, segno di buon gusto e apertura mentale. Anche per questo sono contento siano qui questa sera. Pronti?
Postato da Alligatore alle 21.30 il 13-giu-2013

Intervista su MUSICA su FB

Della seria “A volte ritornano”… Fortunatamente in questo caso, a due anni dall’esordio con Blaze, i Vandemars (letteralmente “L’Avanguardia di Marte”) sono tornati in una nuova formazione e un nuovo album:  Back to Mars.

  • Salve ragazzi! Come mai avete scelto un nome d’arte dal significato così particolare?

Il nostro nome è arrivato per caso un giorno di 7 anni fa durante delle prove…Ci piaceva  il suo suono, poi con il tempo abbiamo compreso quanto il suo significato ci appartenesse …Ci calzava a pennello! Come le avanguardie abbiamo sempre cercato di avere piena libertà di espressione nel creare la nostra musica, senza dover per forza rientrate nei o rispettare i parametri di un genere predefinito. E Marziani ci sentiamo fin dalla nascita: il nostro amore per questa Terra, è sempre stato accompagnato da un forte sentimento di alienazione verso una realtà umana che poco ci libera e mai sa contenerci.

  • La vostra nuova fatica discografica si intitola “Back to Mars”, per cui di nuovo un riferimento a Marte:  casualità o causalità?

Riferimento scelto e voluto. In questo secondo lavoro proponiamo una reinterpretazione dei brani contenuti in BLAZE, vestiti di nuove sonorità. Dopo i profondi cambiamenti che la nostra band ha vissuto nel 2012, siamo dovuti tornare alle nostre origini, in ogni senso, per permetterci di rinascere e costruire  nuovi percorsi da condividere. Per realizzare tutto ciò, siamo dovuti “tornare su Marte”!

  • Quali sono i temi trattati nell’album? A cosa vi siete ispirati?

“BACK TO MARS” non contiene brani inediti, è un album live che presenta la nuova formazione della band, ed in quanto tale non tratta nuovi temi, rispetto a BLAZE, ma sicuramente li propone in una nuova veste. La particolare sintonia e complicità da subito instauratasi con Cristiano Bottai, nostro nuovo batterista, ha  fatto scaturire in noi la necessità di presentare questa nostra nuova identità di gruppo ed abbiamo pensato che il modo migliore di farlo era incidere un live. Riguardo a cosa c’ha ispirati, crediamo si possa riassumere nel bisogno di ritrovarsi ripercorrendo ciò che si è vissuto, rinascere come una fenice dalle proprie ceneri per creare nuova vita.

  • Si tratta di un disco live: come mai questa scelta?

Sentivamo la necessità di regalare il suono dei Vandemars live alle persone che ci ascoltano da tempo e ancor più di farlo conoscere a chi non ha mai ascoltato la nostra musica…I live mettono completamente a nudo un musicista, svelandone pregi e difetti… Ed è  esattamente questa particolare condizione di intimità che abbiamo cercato di racchiudere in ”BACK TO MARS”.

  • In Back to Mars sono presenti alcuni remix del precedente Blaze: cosa vi ha spinto a scegliere dei brani piuttosto che altri dall’album di esordio?

A questa domanda risponde direttamente Cristiano il nostro batterista che ha curato i remix:

Più che avere scelto i brani direi che loro hanno scelto me… Succede sempre, quando mi avvicino ad una musica già edita, per dare la mia “versione dei fatti”  possono succedere due cose: 1) il brano rinasce tra le mie dita con estrema naturalezza e di lì a poco si approccia al mondo con le proprie gambe; 2) non sboccia l’amore e di conseguenza non c’è nessun parto… Con Back to Mars ho in un certo qual modo “barato” perché ho scelto di remixare tre brani che già amavo…

  • Un artista o gruppo che stimate e perché?

Patti Smith, perché è una donna ed un’artista grandiosa.

  • Speranze e timori: qualcosa che vi augurate possa succedere ed un errore in cui sperate di non cadere?

Ci auguriamo di continuare ad accogliere e coltivare i cambiamenti.

Speriamo di non cadere preda della gravità di questa Terra.

  • Infine quattro buoni motivi (uno a testa!) per ascoltare Back to Mars.

1)      Perché è un buon compagno di viaggio!

2)      Perché porta bene!!!

3)      Perché potrebbe anche piacerti…

4)     Because change happens if you listen!

 

By Roy & Grace

(May 20, 2013 at 10:22am)

 

Pagina Facebookhttps://www.facebook.com/pages/Vandemars/158080260880907

 

Vandemars are:

Silvia Serrotti _ Vocals
Stefano Romani _ Guitars
Francesco Pititto _ Bass
Cristiano Bottai_ Drums

Musica su FB ringrazia i Vandemars per la loro disponiblità!

BACK TO MARS_Cover

 

 

Websource: https://www.facebook.com/notes/musica-su-fb/intervista-vandemars/637322446281305

 


‘BLAZE’ su Vivalowcost – Sopravvivenza Metropolitana

“Blaze è stato concepito dalla nostra parte più viva” -INTERVISTA AI VANDEMARS

1. Vandemars, cosa si nasconde sotto questo nome? Parlateci di voi, delle vostre passioni, di come avete iniziato a far musica, di come vi siete incontrati…
Vandemars è la necessità di incontrarci, ascoltarci e raccontarci. Il nostro è un connubio di anime, unite dal bisogno di trovare un posto nel mondo che sia davvero nostro e che ci rappresenti. E come ogni avanguardia, questa nostra ‘Avanguardia di Marte’ sceglie di esprimersi liberamente, non appartenendo ad un genere prestabilito.
In estrema sintesi nasciamo nel 2005 come quintetto rock un po’ ‘anomalo’, con la presenza di un clarinetto, maturiamo con una formazione a 5 elementi, con due chitarre, formazione che ha portato alla luce il nostro album di debutto, Blaze (uscito il 26 Aprile scorso). Infine di recente viviamo un nuovo cambiamento che ci trasforma in un quartetto: voce, chitarra, basso e batteria. Dicembre 2011 ha portato con sé l’ingresso definitivo nella “Vandemars family” di Stefano Bechini alla batteria, nostro sound engineer di studio da anni e co-produttore artistico insieme a Paolo Benvegnù di Blaze.

2. Come nasce “Blaze”? Da quali esigenze/necessità proviene?
Blaze nasce dall’improvvisazione. Spesso i brani che ne fanno parte sono nati da una linea di batteria e voce e poi sono seguite le parti degli altri strumenti. L’arrangiamento, lo ‘smussamento degli spigoli’ e la forma definitiva è arrivata al termine della pre-produzione e poi in studio, grazie ad una fruttuosa collaborazione con Paolo Benvegnù e Stefano Bechini.
Blaze è stato concepito dalla nostra parte più viva, quella stessa che ci spinge alla ricerca di un dialogo con l’Altro, all’incontro/scontro con i nostri diversi sè e con gli altri. Racconta del fuoco che custodiamo dentro e che quotidianamente ci porta nel mondo.

3. Voi siete toscani, c’è una bella realtà musicale dalle vostre parti, un bel fermento artistico. Come vi rapportate voi all’ambiente che vi circonda?
La scena musicale toscana è ricca e i musicisti non mancano. Secondo noi ha partorito, per sua fortuna, grandi gruppi come i Virginiana Miller, La Macchina Ossuta, gli Oshinoko Bunker Orchestra e molte altre giovani band davvero valide come i Ka Mate Ka Ora. Ultimamente abbiamo ascoltato con piacere il lavoro dei Verily So ed il progetto Vil Rouge della cantautrice Valeria Caliandro. Inoltre vorremmo ricordare due grandi gruppi a noi molto cari, i Dondolaluva e gli Autoblastindog, da apprezzare e stimare per originalità, veridicità e genuinità.

4. Come definireste il vostro sound? Potendo etichettarvi quale categoria musicale scegliereste per voi?
Vandemarsiano ?! …Non amiamo molto definizioni o classificazioni che in qualche modo “inscatolano”. Ma siamo felici che chi ha recensito ‘Blaze’ abbia saputo trovarci dentro un pò di tutto, dal grunge, al post-punk, sino al post-rock. Comunque ‘Alternative rock’ è l’etichetta che abbiamo scelto fino ad oggi per definirci.

5. Cosa rappresenta per voi il ‘fare musica’?
E’ l’artigianato dell’anima. Mettersi completamente a nudo. Confrontarsi. Giocare. Perdersi. Lavorare. Ritrovarsi. Nutrire i cambiamenti. Amarsi, cercando di saziare una sconfinata fame di vivere.

6. Quali sono le vostre influenze? Ascoltate tutti lo stesso tipo di musica?
Ognuno di noi ha nutrito il sound con i propri gusti musicali fino a crearne un’amalgama Vandemarsiana. Potremmo nominare Patti Smith, PJ Harvey, i Sonic Youth o i Tool che hanno stregato Stefano il nostro chitarrista e Francesco il nostro bassista. E poi tutto il Blues del mondo. Il Noise…Il Silenzio.

7. Quali sono i progetti per il futuro? Live? EP? Nuovo disco? Collaborazioni? Festival?
Attualmente siamo in fase di scrittura di nuovi brani e di pre-produzione del prossimo album. Ci auguriamo di entrare presto in studio per registrare. I progetti per il futuro quindi sono sicuramente quello di suonare sempre di più e in posti sempre nuovi, perché la nostra ‘Marzianità’ ha bisogno di incontrare ‘mondi nuovi’.

8. Come vedete oggi la situazione dei live in Italia? Dalle vostre parti ci sono posti che promuovono la musica live? Quali sono state le vostre esperienze al di fuori della Toscana?
La situazione dei live in Italia è abbastanza triste, asseconda un po’ il trend di questo particolare momento storico, di questa famigerata ‘Crisi’. Molte band valide e pochi luoghi veramente adatti e progettati per accogliere musica live. In Italia nessun gruppo svincolato dalla logica dell’ ufficio stampa – booking agency – etichetta indi(e)pendente può suonare quanto vorrebbe o meriterebbe. Poi la maggior parte dei gestori dei locali preferisce investire e dare spazio a cover-band e DJ-set. Infine se si considera che il circuito della musica indipendente italiana è gestito per lo più da un’unica e piuttosto omologata cerchia di professionisti, e che la pratica del talent–scouting è morta ormai da anni, si capisce come la situazione dei live, tranne rare eccezioni ed eccellenze, sia inaridita e appiattita da logiche e pratiche di stampo nepotista, come un qualsiasi Ufficio Comunale.
Fuori dalla Toscana abbiamo suonato principalmente a Roma e Bologna e sono state esperienze meravigliose.

Autore: ANTONIO GIOVANDITTI
Fonte: http://www.vivalowcost.com/recensione-dischi-e-concerti/82-interviste/1556-qblaze-e-stato-concepito-dalla-nostra-parte-piu-vivaq-intervista-ai-vandemars.html


Intervista ai VANDEMARS e PAOLO BENVEGNÙ su ARSENALE54

I Vandemars sono un gruppo emergente che nasce nel monte Amiata e macina concerti in giro per l’Italia, specialmente in Toscana e dintorni. Attualmente stanno promuovendo Blaze, il secondo lavoro sulla lunga distanza dato alle stampe da pochi mesi, che sta entusiasmando fan e critica. Per l’occasione abbiamo sentito Silvia Serrotti, cantante (originaria di Sorano) e deus ex machina della band, che a Colline Oggi confida: “Blaze è scaturito da 5 anime diverse ma sempre più coscienti di voler confluire in una sola, quella dei Vandemars. Suoniamo con la voglia di portare la nostra musica ovunque ci siano orecchie disposte ad ascoltare. L’attenzione ricevuta finora è stata una piacevole sorpresa, dato che il nostro è un progetto totalmente autoprodotto”. Nel 2010 i Vandemars sono approdati a Italia Wave, uno dei festival rock più quotati e importanti della Penisola; certamente un passaggio importante e al contempo un’ottima vetrina per farsi conoscere. Continua Silvia: “La nostra attività live prosegue, ma con difficoltà dato che siamo sprovvisti di una vera e propria agenzia di booking (nel nostro caso in completa autogestione). La maggior parte dei musicisti in Italia sta vivendo un momento davvero poco felice. C’è una mancanza che definirei ‘cronica’ sia di locali adatti ad ospitare musica live, sia di ‘apertura’ da parte dei gestori, che spesso preferiscono investire in cover band e dj set. In questo momento credo siano davvero pochi i musicisti che hanno lo spazio di cui necessitano o che meriterebbero; e credo che la scelta di restare totalmente indipendenti comporti ulteriori sforzi per ottenere l’attenzione degli addetti ai lavori. La collaborazione con Paolo Benvegnù (produttore artistico di Blaze insieme a Stefano Bechini, ndr) è stata molto importante per la crescita dei Vandemars, ha saputo smussare angoli che non riuscivamo a vedere e potenziato capacità che aspettavano solo di uscire fuori e farsi sentire. E’ stato un vero e proprio processo maieutico. Un parto. Paolo era lì e ci ha trasmesso la serenità necessaria per affrontarlo”. Alla nostra domanda ‘con quali altri artisti vi piacerebbe collaborare in futuro’ Silvia ci risponde: Rimanendo in terra natia, sicuramente i Virginiana Miller, che stimiamo molto e dai quali potremmo imparare davvero tanto, a livello professionale e soprattutto umano. I Virginiana sono, a parer nostro, l’esempio perfetto di cosa vuol dire far parte di un gruppo, dentro e fuori dal palco. 
L’altro ‘desiderio nel cassetto’ dei Vandemars sarebbe realizzare una collaborazione con la grandiosa Nada.
Jori Cherubini

luglio 2011

PAOLO BENVEGNU’
Dopo aver smesso i panni di leader degli Scisma, negli anni ’90, Paolo Benvegnù ha iniziato una importante carriera solista, dando alle stampe tre album a suo nome negli ultimi due lustri: tutti accolti in modo più che benevolo da stampa specializzata e fan. Nella sua strada ha incrociato i Vandemars ed è stato amore a prima vista. Ecco le impressioni che abbiamo raccolto durante una telefonata mattutina di metà luglio.

Perché hai deciso di produrre (artisticamente) un disco come “Blaze” e cosa pensi dei Vandemars?

Erano molti anni che non rimanevo folgorato da un gruppo, veramente. Purtroppo, non potendo investire energie economiche, ho potuto soltanto dargli una mano a livello musicale. “Blaze” lo sento molto vicino, molto affine, anche se non è mio, ma si tratta di un grandissimo disco.

Conosci la zona del monte Amiata, di Abbadia San Salvatore o di paesi come Pitigliano e Sorano. Cosa ne pensi?

Sono posti bellissimi, incantevoli, davvero. Ogni volta che salgo sul monte Amiata rimango incantato, è una zona che meriterebbe più attenzione.

“Hermann” ha ricevuto consensi di pubblico e critica, sei diventato un punto di riferimento per molte band nostrane. Cosa consiglieresti a un gruppo che intende fare della musica un vero e proprio lavoro. E’ un’utopia?

La musica è una passione e in questo momento storico è molto difficile riuscire a guadagnarsi da vivere. Personalmente cerco di mantenermi sobrio, con un tenore di vita basso. In generale sono importanti le intuizioni ed è fondamentale l’amore che si mette nella musica, quindi anche i tormenti e la sincerità con cui si esprimono.

Jori Cherubini

luglio 2011

Fonte: http://arsenale54.wordpress.com/2011/08/30/intervista-ai-vandemars-e-paolo-benvgnu/


Blog-Intervista su L’Alligatore

Esauriti quasi tutti i gruppi dell’underground terrestre, ho deciso di andare ad ascoltare quelli di altri pianeti. Ecco perché questa sera sul blog dell’Alligatore ci saranno i Vandemars, letteralmente L’Avanguardia di Marte. Sono scesi tra noi decidendo di stabilirsi sul versante senese del Monte Amiata, da dove si collegheranno con le loro antenne. Come i gruppi del nostro pianeta, sono composti da voce, chitarre, basso e batteria, ma in certi momenti senti la loro provenienza aliena. Girano, per loro stessa ammissione, in un cerchio vorticoso, dove confluiscono magma e acqua, l’aria con la roccia.

Ho ascoltato molto in questi giorni il loro recente cd autoprodotto, Blaze, ricco di momenti suggestivi sopra ad un alternative-rock con una bella voce di donna. Intrecci di chitarre infiammanti, il basso a dare ordine e la batteria il giusto ritmo, come da noi, lo zampino del mitico Paolo Benvegnù (ho sempre pensato venisse da Marte), che assieme a Stefano Bechini l’ha prodotto artisticamente. Difficili da definire: pop?… rock? … progressive?… noise? … ci daranno loro, la giusta definizione. Intanto una cosa l’ho imparata: c’è vita su Marte. Pronti Vandemars?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/vandemars

http://alligatore.blogspot.com/

QUESTO IL LINK PER LEGGERE L’INTERVISTA:

http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6977202644584422409&postID=2363685134709400903