The Avant-guarde of Mars

Reviews

Blog-Intervista con l’ALLIGATORE

Due parole con i Vandemars

BACK TO MARS_Cover

La palude si tinge di rosso questa sera, perché tra poco torneranno in diretta sul blog i Vandemars, l’Avanguardia di Marte. Il gruppo toscano, viene direttamente dal pianeta rosso per presentare il nuovo disco Back to Mars, registrato live, contenente alcuni remix del più che promettente esordio Blaze e ottimo nuovo materiale già all’ascolto. La formazione, da quella primavera di due anni fa, è cambiata, è arrivato un nuovo batterista e ora sono un quartetto:  Silvia Serrotti (voce), Stefano Romani (chitarre), Franceco Pititto (basso), Cristiano Bottai (batteria). I quattro sono in posa sulla copertina, con uno sguardo profondo che guarda lontano, come la loro musica.
Back to Mars, dato alle stampe di recente con la label/collettivo culturale Cave Canem D.I.Y. è un concentrato acido di passioni e idee, momenti di gioia pura e tormento. Rock in definitiva, con titoli emblematici quali My Cage (conquista al primo ascolto), Come Out (ti stende), Tic Tac (psico-rock autentico), Naked and Pure (promette ciò che suggerisce). Dieci pezzi dal sapore intellettuale, dieci canzoni immediate, però capaci di restare nella mente dell’ascoltatore anche dopo aver spento il lettore cd. E poi la citazione dell’amato Saramago, segno di buon gusto e apertura mentale. Anche per questo sono contento siano qui questa sera. Pronti?
Postato da Alligatore alle 21.30 il 13-giu-2013
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“BACK TO MARS” su DIGESTIONI

Ingerito, degustato e digerito da Rock e i suoi fratelli “BACK TO MARS” su DIGESTIONI:

Tornano i Vandemars ed è un piacere accoglierli su queste pagine virtuali.

Back to Mars” è un album ibrido dentro il quale ci sono diversi brani live e alcuni intriganti remix del precedente “Blaze”.

La nuova veste dei pezzi non teme il confronto con gli originali e talvolta arricchisce canzoni già di per sè molto valide.

Del resto, buon sangue non mente quasi mai.”

Written by Fabio Piccolino
Thursday, 9 May 2013 07:28

 

 

Websource: http://www.rockeisuoifratelli.it/2013/05/09/digestioni-35/


‘BLAZE’ su MUROMAG

Vandemars || Blaze

cover-blaze

La biografia recita un Italia Wave 2010 come miglior band toscana e soprattutto un disco prodotto da Paolo Benvegnù, così si presentano i Vandermars con questo Blaze, disco d’esordio.

Ti aspetti molto, e dopo il primo ascolto non rimani per niente deluso, qualcosa ti stupisce, sarà la frenesia che ci mettono nel variare continuamente liriche e musica, una caratteristica che ultimamente molti artisti hanno perduto, di brano in brano trovi spunti nuovi, dove ci vorrebbero analisi dettagliate, insomma un lavoro svolto proprio per coloro che vogliono soffermarsi e viversi il disco.

Non è sicuramente il classico Rock dai contorni Pop che regalereste mai per far sentire due o tre singoli pronti a spaccare le classifiche, questo è il duro lavoro di un gruppo che ha un’identità ben precisa e che vuole arrivare senza precludersi chi ascolta altri generi musicali.

La voce femminile è il canto che ti porta per mano lungo tutto il tragitto, carica di contorni perfino soul, brani come “A circle for me” e “Come out” auspicano un 2012 ai Vandermars tutto da scoprire in attesa di una pronta consacrazione, “Blaze” è proprio un disco a 360gradi.

AUTORE: Teo Filippo Cremonini

FONTE: http://www.muromag.com/2012/02/vandermars-blaze.html


‘BLAZE’ su RockIt ~ Recensione ed album in streaming

Nuvole corrono veloci dopo un temporale estivo, spedite via da un sole timido e si disperdono con quel mood da montaggio filmico accelerato e il bianco si mischia al grigio e il grigio ha la tonalità del nero. L’aria è fresca e hai più tempo per pensare in quella terra di mezzo dove non è il caso di andare in spiaggia e non è il caso di restare in casa. Se non fosse per la tua poltrona comoda saresti in grado di spiccare il volo e dire la tua a quel pacco di ovatta sospeso. E pure resti giù a pensare a ieri con quella pace di circostanza e i Vandemars a solleticare, con fili d’erba, l’equilibrio precario di una nostalgia atavica.

Niente da fare, ti prendono e ti inchiodano ai migliori anni ’90 della tua vita e sei in compagnia di polaroid sbiadite, Pj Harvey e Skin. La cura nell’arrangiamento è dovuta anche al protettore della band, il Benvegnù nostrano che tutti apprezziamo per eleganza e sobrietà. Ha duettato con Silvia Serrotti creando un’intensa ballata romantica in “Victim”, suonato chitarra e piano e prodotto l’intero lavoro insieme a Stefano Bechini. Un aiuto necessario e un valore aggiunto per una band che guarda indietro ma riesce a tenere bene il passo dell’attualità. In merito all’oggi segnalo “A circle for me” come esperimento più riuscito, perché riesce a far emergere con equilibrio tutte le qualità migliori della formazione toscana, che si dimena in elettrico e firma brani degni di nota anche in acustico. “Waiting for the drummer” in chiusura è un ottimo commiato e dichiara una linea stilistica interessante, immersa in atmosfere targate Velvet Underground. Un lavoro da ascoltare e con i numeri per entrare a pieni voti nelle vostra discoteca casalinga.

AUTRICE: Alessandra Cristofari
FONTE: http://www.rockit.it/recensione/17534/vandemars-blaze


‘BLAZE’ su Slowcult

Vandemars: Blaze – Lo sfolgorio del Monte Amiata

Immagine

 

E’ sempre bello ascoltare i suoni che provengono non dalle grandi città, dai grandi centri. Vedere come pulsa la provincia, cosa si muove in piccoli centri, dove piccole grandi band e piccoli grandi artisti perseguono il loro amore di fare musica dando il loro immenso apporto al nostro processo di crescita culturale. Grazie a un concerto di Paolo Benvegnù al Circolo degli Artisti di Roma di un pò di tempo fa ebbi la preziosa occasione di venire a conoscenza di questa band toscana, con radici alle pendici del Monte Amiata tra stelle e natura incontaminata. Il loro suono affascinò tutta la platea e questo loro cd “Blaze” conferma quanto di buono ho ascoltato live quella sera.

Questo primo loro lavoro ufficiale è stato prodotto da Paolo Benvegnù (anche alla chitarra, al piano e alla voce in “Victim”) assieme a Stefano Bechini ed è stato registrato tra Perugia e Piancastagnaio (Siena). La bellissima e coinvolgente “My cage” apre questo lavoro da sentire nella sua interezza, nella sua totalità, lasciandoci guidare dal carisma della cantante Silvia Serrotti affascinante chanteuse di sostanza e presenza. Odio fare paragoni con altri artisti/autori per definire un suono. Dire che la voce di Silvia ricorda Pj Harvey o Siouxsie non renderebbe giustizia a un’ottima frontwoman di un’ottima band. Ultimamente ho visto dare il meglio dei Vandemars anche in trio acustico a Roma per la recente iniziativa “La tua fottuta musica alternativa” ideata dai ragazzi attivissimi di Rock e i suoi Fratelli di Meridiano 12. E i brani anche in versione acustica non hanno perso di fascino anzi hanno acquistato un qualcosa di intrigante. Questo a dimostrare che la sostanza ci sta e la scrittura è di ottima fattura.
Unica nota di demerito al lavoro è la confezione molto scarna che, vista l’elevata qualità del lavoro, avrebbe meritato ben altro packaging con magari un libretto per i testi. Ma si sa che le band indipendenti, nella maggior parte dei casi, non navigano nell’oro, e la scelta della qualità sonora che hanno perseguito i Vandemars si rivela vincente e lascia un segno nel panorama dell’indie nostrano.

Recensione di Fabrizio Fontanelli

 

Fonte: http://www.slowcult.com/senza-categoria/test


‘BLAZE’ sul Corriere Fiorentino

“…Questo disco ‘mantra’ di dodici pezzi, ruvidi e delicati al tempo stesso, composti da un concentrato di adrenalina, grande rabbia espressiva, dolcezza e carattere.”

Autore: EDOARDO SEMMOLA


‘BLAZE’ on MUSICLETTER

10.000 WATT DAL SOTTOSUOLO

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Italiani, poco conosciuti o in procinto di sfondare di Jori Cherubini
C’è stata una brusca sferzata di ML. Molti di voi se ne saranno accorti. Il PDF non esiste più. Per esigenze pratiche è convenuto mettere tutto sul sito. Questo cambiamento ha portato a dei ritardi importanti sulle consegne dei pezzi da pubblicare: mea culpa. A farne le spese è stata soprattutto questa rubrica. Quindi chiedo scusa ai numerosi gruppi che hanno atteso così tanto per vedere pubblicata la loro recensione, e pazienza a quelli che dovranno aspettare ancora un po’. Intanto sopra la mia mensola insistono impilati decine di dischi che mi guardano di sottecchi. Conto di sbrigare le faccende il prima possibile; intanto sono obbligato a ripetere che gli album recensiti dovranno rispondere a dei canoni di giudizio equi, parziali ma soggettivi. Buona lettura!

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Vandemars – Blaze (Ultraviolet Blossom, 2011)
Vengono da un luogo incantato e affascinante – il monte Amiata, provincia di Marte, pressi di Siena – e sicuramente parte della magia del posto è stata trasmessa a Blaze, che rappresenta il secondo lavoro sulla lunga distanza del gruppo toscano. La parte centrale della band è costituita dalla bravissima e carismatica Silvia Serrotti: dotata di una voce pulita, ma ruvida all’occorrenza, e potente che riesce a manifestarsi al meglio durante le numerose esibizioni che i Vandemars portano in giro per l’Italia (centrale). Ad accompagnarla ci pensano una batteria, un basso e due chitarre; per un totale di una ragazza e quattro ragazzi scalmanati – ma estremamente professionali quando si tratta di suonare – che hanno fatto del rock una ragione di vita. Il risultato è un album dotato di interessanti sfumature, importanti cariche melodiche, sferzate ritmiche decise e un approccio esecutivo che talvolta rimanda ad artisti internazionali blasonati come Patti Smith (Group) e PJ Harvey là dove la voce di Silvia somiglia finanche a Beth Gibbons (sentire Naked and Pure) e Diamanda Galàs (la spiritica A Circle For Me) ma che non tradisce una personalità d’insieme solida, ricca di verve e dotata di contagiosa passione. Blaze si presenta ostico ma bastano pochi ascolti per essere rapiti dalle mille sfumature presenti nel disco. Eccitante, esportabile. (J.C.)

Autore: Jori Cherubini

Fonte: http://www.musicletter.it/indienews/?x=entry%3Aentry111130-204434

http://arsenale54.wordpress.com/2011/12/04/10-000-watt-dal-sottosuolo-4/